Vedere attraverso la Voce

Analisi e riflessioni sul film “Una voce in prestito“, di Antonio Prochilo.

LA STORIA DI CLAUDIO CAPONE

Il documentario è un omaggio all’attore ma soprattutto doppiatore Claudio Capone, attraverso le testimonianze di familiari e colleghi, ripercorrendo una trentennale carriera nello spettacolo, sia nel mondo del cinema che in quello della televisione.
Inoltre viene data particolare rilevanza all’amicizia fra Claudio e un ragazzo non vedente. Il doppiatore infatti, nell’ultima parte della sua vita, stroncata a soli 55 anni per un ictus, si è dedicato alla produzione di audiolibri attraverso i quali anche i ragazzi non vedenti possono godersi contenuti audiovisivi.

UNA VOCE COME OCCHI

Per Davide, questo il nome del ragazzo, la voce di Claudio è molto di più di una semplice didascalia, è qualcosa che fa prendere corpo agli oggetti, che gli permette di vedere le cose attraverso i suoni. Anni più tardi Davide deciderà di fondare il festival “Le Voci Del Cinema”, rassegna dedicata proprio al doppiaggio e ispirata al profondo legame tra i due.
Il nome di Claudio Capone è conosciuto ai più per essere la voce di Ridge Forrester, protagonista della soap “Beautiful”, ma dal film scopriamo che l’attore romano non amava essere associato solo a questo personaggio, anzi considerava ben più importanti altre sue collaborazioni per le quali è molto meno conosciuto.

LA CARRIERA

L’attività di Claudio infatti spaziava tra i contenuti più svariati, dal programma divulgativo alla soap, dal documentario al cinema, fino ad arrivare alle serie tv e ai prodotti di animazione.
La sua voce calda, pacata ed elegante è legata soprattutto ai programmi di divulgazione scientifica: tra gli altri “Quark”, “Superquark”,” Geo & Geo”, “Nel regno degli animali”,” La macchina del tempo”, “Passaggio a Nord-Ovest” e “Ulisse”. Nel ruolo di narratore, Claudio è entrato nell’immaginario degli italiani come la voce per eccellenza del documentario , facendo passare in secondo piano la decennale carriera cinematografica, iniziata con il doppiaggio di Mark Hamill nel ruolo di Luke Skywalker nel primo capitolo della saga di Guerre Stellari.

L’UOMO OLTRE LA VOCE

Il documentario punta però a farci conoscere l’uomo oltre che il professionista, attraverso i racconti del fratello, dei figli e degli amici più stretti.
Il ritratto che emerge è quello di un uomo profondamente innamorato del proprio lavoro, scelto fin da ragazzino quasi come fosse una vera e propria vocazione e portato avanti con passione e professionalità per tutta la vita. Oltre che grande professionista, Capone era anche un uomo gentile, intelligente e generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri e a condividere le proprie passioni, in particolare la pesca e la vela.
Sarà proprio durante un’uscita in barca in compagnia del documentarista Mauro Riga che il doppiatore troverà, improvvisamente, la morte. Recatosi in Scozia per lavoro ma anche per svago, Capone verrà colto da un ictus e si spegnerà sue giorni più tardi. La vita di un artista si conclude nel segno in cui è sempre stata vissuta, all’insegna della passione, facendo ciò più ama, con un epilogo drammatico e incredibile allo stesso tempo.
Dopotutto non è forse vero che, per un artista, non esiste morte migliore di una morte sul palcoscenico?