“The end will be spectacular” censurato allo Slemani Film Festival

The end will be spectacular, il film per la regia di Ersin Celik e distribuito in Italia da OpenDDB – Distribuzioni dal basso, è stato censurato ed escluso dalla 5° edizione dello Slemenani International Film Festival che si è tenuto dal 17 al 23 Dicembre nella città di Sulaymaniyah, nel Kurdistan Iracheno. A darne notizia è la stessa Komîna Fîlm a Rojava, il collettivo di cineasti con sede nella regione autonoma del Rojava nonché casa di produzione del film.

Il film racconta la vera storia della resistenza curda durante l’assedio dell’esercito turco nel quartiere di Sur a Diyarbakir durante il coprifuoco iniziato nel 2015, ed è basato sui diari di coloro che sono morti combattendo e sulle testimonianze dei sopravvissuti.

In un comunicato ufficiale diffuso sul web si legge che “la decisione di vietare la visione del film è stata presa dal consiglio direttivo del festival solo poche ore prima della proiezione”. Lo stesso festival non ha fornito nessuna spiegazione ne diffuso un comunicato ufficiale. Per questo la stessa Komîna Fîlm a Rojava ci ha tenuto a condividere tutti gli sviluppi della vicenda.

«I nostri film The end will be spectacular e Blackberry Season, sono stati selezionati al festival su richiesta dello stesso comitato organizzatore ed inseriti nella competizione per lungometraggi internazionali. Oltre al film, era desiderio del comitato del festival che i registi fossero presenti, pertanto i nostri amici e colleghi hanno confermato la loro disponibilità a partecipare. Oltretutto le immagini e informazioni sul nostro film sono state incluse nella presentazione sui media e nei cataloghi del festival. Poco dopo l’inizio del festival ed a solo poche ore dalla proiezione prevista in sala, il comitato organizzatore ha riferito che “dal momento che il film è una produzione del 2019, sarà eliminato dal concorso e non potrà essere proiettato oggi”.

Ovviamente questo non è il vero motivo! I membri del consiglio del festival sapevano che il film era stato distribuito alla fine del 2019, tantopiù che sulla piattaforma di iscrizione al festival non erano presenti regolamenti riguardanti l’anno di produzione del film, ne tantomeno tale regolamento è stato mai menzionato negli incontri tra la produzione ed il festival che vanno avanti dal mese di Ottobre. Per evitare qualsiasi tipo di discussione su questo fantomatico regolamento, abbiamo detto loro che non ci importava se il film fosse o meno nella competizione ufficiale, ma che comunque avremmo voluto che la proiezione si fosse svolta come da programma previsto.

Nonostante questo, non abbiamo ricevuto nessuna risposta dagli organizzatori ed anzi alcune informazioni, che circolavano nell’area del festival, confermavano che ci fosse un’influenza “esterna” (della Turchia n.d.r.) sul comitato del festival. Per tutto questo noi, come Komîna Fîlm a Rojava, protestiamo contro questo atto, che è prima di tutto lontano dalla morale e dall’etica dell’arte, lontano dall’etica del cinema e dei festival cinematografici. Ne abbiamo discusso con le persone con cui collaboriamo; amici, artisti, collettivi e compagn@ con cui abbiamo lavorato. A seguito di queste discussioni, poiché questo festival non è una “piattaforma di arte libera”, abbiamo ritirato anche il nostro secondo film “Blackberry Season”».

Non è il primo caso di censura per “The end will be spectacular”. Proprio in occasione della prima nazionale alle fine del 2019, erano infatti state programmate due proiezioni, una a Rimelan (in Rojava) ed una nella stessa città di Sulaymaniyah che doveva svolgersi al Cinema Salim in data 31 Dicembre 2019. Nonostante l’evento fosse supportato dalla “Direzione della cultura”, la proiezione è stata vietata dal Governatorato di Sulaymaniyah e dalle forze di sicurezza (Asayish). Nonostante la pandemia COVID-19 il film è stato proiettato ad oltre 20 festival in tutto il Mondo, vincendo anche diversi premi, e distribuito in oltre 30 paesi senza mai essere vietato.

D’altronde non è la prima volta che la Turchia fa pressioni o compie atti di censura contro il cinema curdo. Per restare solo sui casi più recenti, nell’Aprile del 2015 il documentario “Bakur”, realizzato dai registi turchi Çayan Demirel e Ertuğrul Mavioğlu e tra i film più attesi all’Istanbul Film Festival, era stato censurato dopo un divieto emesso dal Ministero della cultura che definiva l’opera come “propaganda terroristica”. “Bakur” è un documentario ambientato e girato in tre diversi campi del PKK nel sud-est della Turchia documentando la vita di uomini e donne che hanno scelto la resistenza armata per costruirsi un nuovo futuro. Come conseguenza della censura, numerosi registi avevano ritirato i proprio film dall’Istanbul Film Festival.

Nel 2017 il film “Zer” del regista curdo Kazım Öz viene censurato durante la 36° edizione dell’Istanbul Film Festival. Due scene del film sono state oscurate e durante la proiezione è apparso un testo che diceva “Non puoi guardare questa scena perché è stata trovata scomoda dalla Corte suprema di controllo della direzione generale del Cinema del Ministero della Cultura”. Le scene in questioni mostravano i fatti sul Massacro di Dersim del 1938, mentre la seconda mostrava l’incontro di Jan (la protagonista del film) con alcuni guerriglieri curdi.

Sempre nel 2017 il sito del documentario “Binxet – Sotto il confine” per la regia di Luigi D’Alife, era stato oscurato in territorio Turco per ordine dell’autorità giudiziaria sulle telecomunicazioni, mentre sono recentissime le proteste della Turchia contro la serie di Zerocalcare “Strappare lungo i bordi” fomentata dal giornale filo-governativo Sabah secondo cui “nella serie di cartoni animati si è vista la bandiera dell’organizzazione terroristica PKK/YPG appesa alla porta e al muro”.

Quando abbiamo iniziato a lavorare, ormai più di un anno e mezzo fa, per portare The end will be spectacular in Italia, eravamo molto consapevoli del valore politico, oltre che cinematografico, di questa opera. A distanza di qualche mese dall’inizio della distribuzione, non possiamo che ribadire la nostra felicità ed il nostro orgoglio per avere aiutato la distribuzione del film.

Da parte della redazione di OpenDDB massima solidarietà e complicità a Ersin Celik e tutta la Komîna Fîlm a Rojava. Serkeftin!

OpenDDB – Distribuzioni dal basso / SMK Factory

Se vuoi sostenere la distribuzione del film puoi richiedere una proiezione qui