La fine dell’Unione Europea?

In questi giorni drammatici anche l’Unione Europea è messa a nudo in tutte le sue fragilità e contraddizioni. Un modello che ha deciso, come altri, di mettere il mercato prima dei diritti e delle nostre vite. E che ora rischia davvero di pagarne le conseguenze. Da 2 anni su OpenDDB ospitiamo il film PIIGS, un lavoro che torna oggi drammaticamente necessario. Pubblichiamo oggi la nota degli autori e la loro riflessione su ciò che sta accadendo.

“PIIGS è il risultato di dieci anni di studio e ricerche, e di un summit.

Febbraio 2012. Un pugno di giovani appassionati di economia (tra cui uno degli autori del film) organizzò, insieme al co-fondatore di Report Paolo Barnard, un convegno nel palazzetto dello sport di Rimini. 2000 persone, per 3 giorni, ascoltarono le teorie macroeconomiche di 5 ospiti internazionali. Il summit e i suoi ospiti furono derisi dalla stampa e ignorati dalla politica e dall’opinione pubblica.

Ma da quel momento in poi decine di migliaia di persone in tutta Italia iniziarono a studiare, incontrarsi e divulgare quelle teorie: la MMT (Modern Money Theory). Col tempo hanno dato vita a decine di associazioni in tutta Italia. Ed è da quell’esperienza che è nato PIIGS.

Da allora la MMT è stata studiata ovunque, è stata proposta e applicata negli USA dalla Ocasio Cortez, ed è ormai diffusa in tutto il mondo.

23 marzo 2020. Peter Bofinger, professore della Würzburg University ed ex membro del consiglio degli esperti economici del governo tedesco ha affermato: “La crisi del Coronavirus: adesso è il momento della Modern Money Theory.”

Peter Bofinger ritiene che la MMT offra la giustificazione per una risposta monetaria illimitata a quella che pare essere la più grande sfida economica globale dopo la seconda guerra mondiale. Le misure per contenere il coronavirus non riguardano solo un esperimento unico in merito alla politica sanitaria. Hanno anche implicazioni economiche e socio-politiche così grandi che i loro esiti forgeranno il destino dell’umanità nel lungo termine.

Ovvero: otto anni dopo il summit di Rimini è la stessa Germania a dover ammettere che quello che veniva detto da quei cinque economisti invitati in Italia da uno sparuto gruppo di giovani… era vero! E che è l’unica soluzione per salvare il mondo!

Ok, per salvare l’Europa. Anche perché il mondo si salva già da solo, sempre applicando le ricette della MMT.

Il 25 marzo 2020 anche Mario Draghi si è espresso per la prima volta ribaltando tutti i dogmi fin qui seguiti e adottati nell’Ue: “È l’appropriato ruolo dello stato quello di dispiegare il suo bilancio per proteggere i cittadini e l’economia. Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sarà accompagnata da una cancellazione del debito privato”.

PIIGS: LA VERA STORIA DELLA TUA STORIA

Nel 2010 Paolo Barnard scrisse un libro per Rizzoli subito diventato virale, come i primi vinili di De André che ci passavamo sottobanco perché ritenuti troppo anarchici dal pensiero dominante: si chiamava “Il più grande crimine” e fu lo stesso Paolo, per le stesse ragioni per cui lo aveva scritto (fare divulgazione) che decise di diffonderlo gratuitamente.

Si tratta di una delle più approfondite e illuminanti inchieste del giornalismo italiano degli ultimi venti anni, all’altezza delle più famose inchieste dei muckraker statunitensi di inizio ‘900 (Ida Mae Tarbell, Upton Sinclair, John Steinbeck). Vi si delinea la storia della nascita dell’Unione europea e dell’euro, e dei loro obiettivi reali, attraverso un’analisi stringente e mai confutata da alcuno, colma di riferimenti, documenti, note e dichiarazioni ufficiali, tutti rigorosamente verificati. La sintesi fu, come dichiarato dal titolo: l’Unione europea e l’euro sono il più grande crimine commesso dall’umanità. L’Unione Europea e l’eurozona sono il cancro dell’Europa. Dunque, può dirsi davvero europeista solo chi vuole cancellarle e ricostruirle da zero.

Tutto ciò che viene svelato nel libro si è sistematicamente avverato e oggi come mai prima se ne stanno accorgendo tutti. Una delle caratteristiche principali del libro è quella di saper parlare alla gente comune, seppur attraverso un forte rigore scientifico. Decine di migliaia di persone in tutta Italia, folgorate da quell’analisi, iniziarono a studiare, fare ricerche, organizzare convegni e veri e propri summit (nel febbraio del 2012 furono costretti a noleggiare un intero palasport a Rimini per ascoltare, lungo tre giorni, le voci dei più eminenti economisti internazionali ‘eterodossi’). Tutto questo ha portato all’organizzazione di decine di associazioni dedite allo studio e alla divulgazione di ciò che, a partire dalle informazioni del “Più grande crimine”, avevano nel frattempo approfondito e scoperto.

Nel 2017 tre registi italiani, che dal 2011 avevano dedicato una buona parte del loro tempo a seguire tutta la vicenda, che si erano immersi in decine di testi di macroeconomia, economia sociale, sociologia, che avevano atteso a convegni e dibattiti in giro per l’Italia, nani – loro sì – sulle spalle di giganti, realizzarono in maniera rocambolesca e completamente indipendente il film PIIGS, che prendeva spunto da quel saggio della Rizzoli e andava oltre grazie al contributo di alcune delle menti più lucide dell’epoca moderna tra cui Noam Chomsky, Erri De Luca, Stephanie Kelton, Yanis Varoufakis.

PIIGS è stato accolto dalla critica e dal pubblico con unanime, entusiastico favore, è rimasto in sala per ben 9 settimane grazie a Circuito Cinema e alla mobilitazione di decine di migliaia di persone in tutta Italia che lo chiedevano insistentemente agli esercenti, è stato trasmesso dalla RAI all’interno di un format che comprendeva i nuovi film dei più grandi documentaristi del mondo (da Werner Herzog a Oliver Stone), ed è stato visto, attraverso la vendita a televisioni internazionali come teleSUR, da milioni di persone.

La voce narrante della versione italiana è quella di Claudio Santamaria, quella della versione internazionale è di Willem Dafoe.

Noi siamo i tre nani, e PIIGS è il frutto dei nostri personali percorsi di approfondimento. Non c’è nessuno che ami l’Europa più di quanto l’amiamo noi: l’Ue e l’euro non sono l’Europa, ne sono, invece, la deformazione economicistica e finanziaria costruita per favorire gli interessi di pochi, giganteschi gruppi di potere economico sulle spalle dei risparmi privati dei cittadini, cioè del lavoro, dell’occupazione, della sanità pubblica, dell’istruzione, della ricerca.”

Adriano, Federico, Mirko