Il cinema è resistenza, la resistenza è vita: la storia di Rubar Shervan.

Questa è la storia di Rûbar Şhervan, attore del nuovo potentissimo film sulla resistenza di Sur Ji Bo Azadiyê / The End Will Be Spectacular, ma soprattutto combattente e guerrigliero caduto per la libertà. Quando il regista Ersin Çelik cercava attori per un film sulla resistenza di Sur (Diyarbakir) durante il coprifuoco, incontrò Rûbar Şervan a Kobanê, che all’epoca combatteva contro ISIS.

Rûbar Şervan cade in battaglia il 25 ottobre 2019 a Heftanin, insieme ad altri quattro combattenti, durante la difesa del Kurdistan del sud contro l’occupazione turca.

Le parole del regista Ersin Çelik per ricordarlo:

Rûbar arrivò a Kobanê nel 2014 per combattere contro ISIS. Quando ci siamo conosciuti aveva combattuto in Rojava ed era stato ferito diverse volte. Ci incontrammo per la prima volta nell’ottobre 2017 a Kobanê, quando erano già avviati i preparativi per il film. Si può capire meglio perché è diventato attore, se rispondo alla domanda su che tipo di attori abbiamo cercato. In realtà ero alla ricerca di attori dilettanti, perché volevamo catturare emozioni autentiche di persone che fossero il più vicine possibili sia a quello che era successo a Sur sia alla soggettività dei giovani che lì hanno combattuto. Quindi eravamo convinti che solo persone che avevano vissuto eventi simili potessero rappresentare questa storia.

Questo non era facile. Erano in corso combattimenti molto violenti, la guerra contro ISIS ancora infuriava a Raqqa. Eravamo un gruppo di cineasti, giornalisti e singoli che si dedicavano al progetto e lavoravamo attivamente alla sceneggiatura, alla ricerca di attori e alla rappresentazione architettonica di Sur a Kobanê. Sur è una città di pietra nera, caratteristica per la sua regione, con vicoli stretti, mentre oltre l’80 percento di Kobanê era stato distrutto. Il combattente YPG Kahraman Amed doveva avere ruolo nel film, ma cadde pochi giorni prima dell’inizio delle riprese a Raqqa. Anche il cineasta e giornalista Mehmet Aksoy perse la vita in un attacco di ISIS a Raqqa. Quando vidi Rûbar per la prima volta mi dissi che era lui quello giusto e il mio parere non cambiò durante i tre mesi del periodo di formazione: lui poteva avere il ruolo del protagonista, quello di Çiyager, il capo della resistenza dal dicembre 2015 al marzo 2016 contro l’assedio militare di Sur. Il cuore di Rûbar era leggero, era estremamente umile e anche in caso di difficoltà sempre ottimista. Sorrideva tutto il tempo e anche il modo in cui si muoveva era impressionante. In breve aveva tutte le caratteristiche di un comandante rivoluzionario. Era proprio come Çiyager che doveva rappresentare.

All’inizio non era interessato a partecipare al film. Non considerava questo lavoro un suo compito perché non aveva esperienza di teatro o di cinema. Quindi ha dovuto avere fiducia in se stesso e in noi. Ma il vantaggio era che tra i curdi politicizzati la partecipazione alla resistenza di Sur è un onore, proprio come la resistenza a Kobanê e Şengal. Vivere o morire non è la cosa più importante, ma l’onore, la resistenza, la libertà e la forte convinzione che la rivoluzione non è un sogno. In breve, bisogna essere convinti che sia possibile una nuova vita. Naturalmente tutti questi ingredienti non potevano bastare, perché un film è un processo tecnico complicato e solo poche persone riescono a vedere il film dietro allo scenario, insieme alla telecamera, alla luce, alla squadra, al pubblico. Gli attori dilettanti faticano a abituarsi a tutti questi aspetti, in particolare quando le riprese vanno ripetute.

Siamo riusciti lo stesso a completare il film, un film di finzione ma con tanta realtà dentro.

Ad esempio due degli attori, Korsan Şervan e Haki, hanno davvero combattuto a Sur e noi abbiamo fatto in modo che potessero avere i ruoli di loro stessi. Questo è un dettaglio importante nella storia del cinema. Rûbar Şervan per esempio si chiedeva se sarebbe stato in grado di rappresentare, Çiyager. I preparativi durarono tre mesi e anche le riprese. Rûbar aveva scene fino alla fine, anche molto difficili. Non c’erano stravaganze, nessuna esagerazione in questo film, ma il racconto di storia vera, autentica. I nostri amici attori quindi fecero una dieta per perdere peso, erano sporchi e non si tagliavano i capelli. Rûbar era quello che se ne lamentava meno di tutti. Lasciò il set nel marzo 2018.

Ci siamo visti l’ultima volta nell’estate 2018 quando gli mostrai una prima versione del film nel montaggio preliminare. Dopo non abbiamo più avuto contatti fino a quando il 2 novembre è arrivata la notizia della sua morte. Secondo quanto ho saputo dai media, è morto in uno scontro con l’esercito turco a Heftanin.

È stato all’altezza della vita.

Amava la vita così tanto da poter morire questo.

Il nostro compito è di tenere vivo il suo ricordo.

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