Il carnevale di Scampia: il vero senso di comunità

Analisi e riflessioni sul film “Scampìa Felix“, di Francesco Di Martino.

CHIEDI CHI ERA FELICE

Nel quartiere di Scampia, periferia nord di Napoli, si rinnova ogni anno la tradizione del Carnevale di quartiere. Organizzata annualmente dal 1983 su iniziativa del GRIDAS, associazione senza scopo di lucro fondata da Felice Pignataro e la compagna Mirella, ha l’obiettivo di promuovere un’iniziativa corale per la riqualificazione sociale del territorio e sostenere il processo di urbanizzazione della zona tuttora in corso.
Il film raccoglie una serie di testimonianze di persone legate a GRIDAS e alla figura di Felice (scomparso nel 2004), tra le quali quella della compagna Mirella, ancora oggi in prima linea nel promuovere le iniziative dell’associazione, ma anche quelle di altri personaggi nati e cresciuti a Scampia, i quali si sono a loro volta uniti in altre associazioni, ad esempio la VODISCA (voci di Scampia) e la “Chi rom e…Chi no”, che si occupa dell’integrazione Rom nel quartiere.

SCAMPIA NEI MEDIA: LASCIATE OGNI SPERANZA…

Il Carnevale ci aiuta anche a immaginare una visione positiva di Scampia, troppo spesso rappresentata come un inferno sulla Terra, un posto in cui si nasce per uno scherzo del destino e dal quale bisogna scappare il prima possibile. Questa rappresentazione, incarnata simbolicamente dalle famose e degradate Vele, è per la maggior parte veicolata dai mass-media, in particolare dalla serie Tv Gomorra. La fiction riporta una situazione estremamente violenta e vera solo in parte, il quartiere infatti è stato teatro di uno scontro tra bande camorriste rivali nel 2004, ma ad oggi conta una gran quantità di esempi e situazioni positive, totalmente assenti nella serie. Molti luoghi sono stati confiscati alla Camorra e riqualificati, trasformati in luoghi d’aggregazione, scuole calcio o associazioni culturali in cui la gente si ritrova, opponendosi fortemente all’idea di lasciare Scampia, ma piuttosto promuovendo iniziative per cambiare la visione passata nei media.

RIQUALIFICAZIONE E CULTURA

I grandi veicoli di questo cambiamento sono la cultura e la scolarizzazione, promossi attraverso il coinvolgimento delle classi nell’allestimento dei carri allegorici e nella realizzazione dei murales, i quali spesso nascondono significati, positivi e non. Nessuno infatti vuole nascondere gli aspetti che non funzionano: uno per tutte le iniziative della politica locale, le quali spesso mirano al mantenimento delle condizioni di indigenza tra i più poveri, generando conflitti sociali tra loro, richiamando alla memoria il contesto riportato dal film Cielito Rebelde sulla condizione in Messico.

LA FESTA DEI MATTI

Altro aspetto interessante è il ribaltamento fatto dal GRIDAS del significato storico del Carnevale popolare. Fin dalle origini infatti il Carnevale rappresenta l’unico momento dell’anno in cui il popolo può sbeffeggiare il potere , prendersi gioco di chi comanda senza paura di subire ritorsioni. In questo contesto la festa assume un significato diverso, quello di una critica sociale più cosciente e pensata, aderente alla realtà sociale e priva di quell’aura rituale e tradizionalista.
Curioso il fatto che il corteo carnevalesco termini la sua corsa nel campo rom, a significare il tentativo di interazione con una popolazione che, a onor del vero, abita la zona dapprima che i napoletani arrivassero. Quella che vediamo è la quindi la realtà di un quartiere difficile che si sta risollevando grazie alla forza della collettività e della cultura, il tutto senza l’aiuto di un potere statale e senza temere ritorsioni da parte delle organizzazione mafiose. Insomma un esempio da seguire.
Il film è stato realizzato dal GRIDAS, con il supporto del collettivo siciliano FrameOff e la collaborazione di SMK Videofactory.

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