#CoproduciamociIlFuturo

CONTEST ATIPICO – Si vince tutti!

Per partecipare basta:
1- Scaricare il file mp3 con il nostro “messaggio”  che trovi qui:

2- Creare un video su quell’audio (può anche essere una singola foto di fondo che piaccia particolarmente)
3- Condividere il video con l’hashtag #CoproduciamociIlFuturo

Vincita (che va a tutti i partecipanti):
1- Immediata: La soddisfazione di realizzare un “prodotto proprio” e di partecipare attivamente all’immissione di “contenuti” nella rete, cimentandosi, magari per la prima volta, con le “possibilità” che abbiamo già in mano (per questa volta il “contenuto”, il messaggio dell’mp3, lo abbiamo fornito noi, il prossimo ci auguriamo che sia tutto vostro).
2- Secondaria: Poiché questo “contest atipico” serve ad allargare la “rete” che rende i sogni realizzabili, se contribuite fattivamente alla crescita di questa rete, starete “lavorando anche per voi” perché quando proporrete il vostro, di “sogno”, sarà più facile realizzarlo dato che saremo tanti di più a supportarlo.

Precisazioni:
1- Si può partecipare più volte, realizzando più video sullo stesso audio mp3.
2- Il contest atipico non ha scadenza, se adesso non vi convince e vorrete condividerlo più in là, ciò non farà che rilanciare, a tempo debito, il “messaggio”.
3- Potete registrare lo stesso messaggio con la vostra voce, leggendo il “Testo dell’mp3”.

Buona coproduzione a tutti!
#CoproduciamociIlFuturo !

Sono Martina Pignataro del GRIDAS – Gruppo Risveglio dal Sonno di Scampia, periferia nord di Napoli.
L’ idea di questo messaggio è nata in occasione della proiezione del film “The Harvest” di Andrea Paco Mariani, sul caporalato agricolo in Italia, che abbiamo organizzato all’IIS “Attilio Romanò” di Miano (NA) nell’ambito della rete del Progetto Pangea, una rete volontaria, autofinanziata, fatta da associazioni, scuole, semplici cittadini, attorno al progetto comune di recuperare dal basso un’area verde abbandonata e farne il “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” in un percorso di formazione nonviolenta a Scampia.
Come rete di Scampia in vario modo siamo tutti presenti nel film “Scampia Felix” di Francesco Di Martino e del GRIDAS sul corteo di carnevale di Scampia: un carnevale sociale che ha dato il là a una rete di carnevali sociali in altrettanti quartieri di Napoli e non solo.
Partiamo da questi due film: “Scampia Felix” e “The Harvest”.
Senza entrare nel merito dei film, sono accomunati da due aspetti:
– sono stati finanziati su Produzioni dal Basso
– sono distribuiti dalla piattaforma indipendente Openddb.it
Sono film differenti per genesi e budget:
SCAMPIA FELIX è un documentario, a bassissimo budget (è costato un migliaio di euro che potevamo anche ridurre a 500 € perché abbiamo coperto spese che potevamo anche autofinanziare tra chi ha curato il film). Un altro migliaio di euro è servito alla produzione dei dvd, ma questa è una scelta che si può anche non fare, se si fa viaggiare il film online.
Tutti, a iniziare dal regista, e proseguendo con i musicisti, con il gruppo ‘o Rom per il brano principale e tutti gli altri che hanno collaborato dalla grafica alla post-produzione, l’hanno fatto gratis.
THE HARVEST è un film più complesso. È costato parecchio (75.000 €). Si tratta di un’inchiesta sul caporalato agricolo che ha richiesto lo spostamento di un’intera troupe nell’Agro Pontino per un determinato periodo di tempo: già questo ha comportato dei costi di vitto, alloggio e logistici. Si tratta di un film che si compone di tre “generi” che si miscelano armonicamente:
– il documentario, in cui persone coinvolte nei fatti si e ci raccontano, e questo ha avuto “costo zero” come per Scampia Felix;
– la finzione, in cui delle persone “interpretano” ruoli e storie reali di questa denuncia collettiva, essenzialmente per non esporre i diretti protagonisti. Trattandosi di un film sul caporalato e sullo sfruttamento dei lavoratori, è sembrato giusto, ovvio, retribuire adeguatamente questi “attori”;
– il musical, genere scelto per raccontare la parte più “delicata” del film: quella sull’uso delle anfetamine da parte dei lavoratori indiani sikh per reggere i ritmi massacranti di lavoro. Situazione da cui è scaturita questa inchiesta. È stato coinvolto il gruppo dei Bhangra Vibes di Cremona, sono stati necessari costumi, coreografie, con i relativi costi.

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Sia “Scampia Felix” sia “The Harvest” sono stati, però, completamente finanziati da una coproduzione popolare su Produzioni dal Basso .
Entrambi sono distribuiti dalla piattaforma indipendente Openddb.it creata da Paco con altri collaboratori.
“Scampia Felix” è un film del GRIDAS, per la regia di Francesco Di Martino, siciliano “adottato” da Scampia, e Smk Videofactory è in coproduzione insieme al collettivo siciliano FrameOff.
“The Harvest” è prodotto da Smk Videofactory e il GRIDAS ha contribuito alla coproduzione popolare che ha finanziato il film, a partire dal lancio della campagna che facemmo con Paco presso Chikù a Scampia.
Quella che segue è la storia di questo intreccio di relazioni, una storia di speranza rivolta a voi giovani “speciali”.

Oltre al corteo di carnevale il GRIDAS promuove, dal settembre 2003, un cineforum gratuito settimanale iniziato da Felice Pignataro con Emanuele Vernillo.
Leggendo sull’allora settimanale “CARTA” di un film sulle trivellazioni petrolifere in Val di Noto che era stato autofinanziato dal basso, contattai gli autori per acquistarne una copia.
Conobbi così Alessandro Gagliardo e Giuseppe Spina dell’allora Malastrada.film.
Ci mandarono il film e ci chiesero supporto poiché erano appena partiti con un nuovo progetto: un film sul Burkina Faso, a 20 anni dall’assassinio di Thomas Sankara.
Il sistema di finanziamento era lo stesso: la coproduzione popolare su Produzioni dal Basso. Scoprii così questa piattaforma e la persona che l’aveva creata, Angelo Rindone, è diventato uno dei miei “miti”. Sarà che non l’ho mai incontrato di persona, ma tutta la mia ammirazione va a questa persona che ha “creato” un servizio, che in sostanza non fa altro che “strutturare” l’autofinanziamento che solitamente si adopera per realizzare iniziative a basso costo e dal basso, “la colletta” si chiamava un tempo: la fanno i bambini per comprarsi il pallone e giocare insieme, la fanno i più grandi per realizzare progetti “più grandi”. Angelo Rindone crea questa piattaforma, la prima in Italia, e, anziché brevettarla e “arricchirsi”, la mette online, libera, gratuita, indipendente, accessibile a tutti, senza alcun filtro né censura.
Sono grata a Alessandro Gagliardo e a Giuseppe Spina per avermi fatto “scoprire” questo sistema perché me ne sono da subito innamorata e, come si fa con gli innamorati, ricambiati, l’ho sbandierato ai quattro venti, facendo proseliti e contribuendo, nel mio piccolo, ad allargare “la rete”.
Il “sistema” funzionava all’epoca esclusivamente sulla fiducia: ci si prenotava impegnandosi a sostenere con una somma pari a X quel progetto quando questo era ancora solo nei sogni del suo autore. L’autore, dal canto suo, si impegnava a fare buon uso di quella somma, di metterla insieme alle altre ”quote” raccolte e a realizzare il suo sogno, che non era più, però, solo “il suo” ma stava già diventando un sogno collettivo, capace di tramutarsi in realtà.
Quando si arrivava al raggiungimento del budget necessario, si partiva. I coproduttori, tenendo fede alla propria promessa, versavano il proprio contributo (a volte a quel punto anche “maggiorato” perché nel frattempo seguivano, amavano e sentivano sempre più “proprio” quel progetto).
L’autore, ricevuto l’incasso, anziché scappare con il malloppo, realizzava il “suo sogno” grato ai tanti nuovi compagni di viaggio cui poi ne restituiva un pezzetto.
Per usare le parole di Carlo Vignaturo, dei finti-illimani, un gruppo di cui ho curato la coproduzione popolare del CD, per la Marotta&Cafiero Records e che ora approda per la distribuzione su OpenDDB, “Coprodurre è un gesto più consapevole del semplice acquisto”.
Ora la piattaforma è un po’ mutata, adeguandosi ai tempi, ai pagamenti online, alle altre piattaforme europee o nate nel frattempo in Italia, ma restano saldi quei principi di fondo che ce la fanno “preferire”. Si paga una piccola percentuale, ma comunque solo sugli incassi effettivi, perché fortunatamente c’è dietro Produzioni dal Basso gente che ci lavora a tempo pieno e che la tiene in piedi.
Per il film della Malastrada.film “Même père même mère – un film di viaggio”, come GRIDAS, oltre a coprodurlo, ci autocandidammo, da subito, per poi proiettarlo al nostro cineforum e, quando arrivò l’atteso momento, organizzai personalmente una tre-giorni a Napoli, coinvolgendo insu^tv (facemmo la prima diretta streaming dal tetto di Officina99) e Massimo Mollo, dei Rua Port’Alba, che all’epoca con Marzia gestiva un locale, Cantolibre, al centro di Napoli e ne approfittammo per una proiezione più centrale.
Anni dopo ho seguito personalmente la coproduzione popolare del CD dei Rua Port’Alba su Produzioni dal Basso e ora quel CD è in procinto di approdare, per la distribuzione dal basso, su OpenDDB. Il CD è “editato” dalla Marotta&Cafiero Records, una casa editrice risorta a Scampia dalle mani di Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo che, nel nome e nel segno del cugino, Antonio Landieri, disabile, vittima innocente di camorra, stanno riscattando il quartiere e restituendo dignità e giustizia a Antonio, con gli strumenti della Cultura. Alla Marotta&Cafiero editori feci conoscere il “sistema PDB” e ora loro hanno un Network per coordinare i mille progetti che hanno portato a termine con questo sistema.

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Sempre la Malastrada.film ci “segnalò” un giovane regista siciliano, Francesco Di Martino, fotografo di scena del film sulle trivellazioni, che aveva un suo primo film sui migranti, da far circolare. Lo ospitammo a Scampia al cineforum e da quell’incontro è nata una fonte inesauribile di progetti a iniziare dal libro “Sulle tracce di Felice Pignataro”, un tributo fotografico a Felice che comprendeva testimonianze di persone, associazioni, musicisti che ne seguivano le tracce. Al libro abbinammo il film “Felice!” di Matteo Antonelli e Rosaria Désirée Klain e un corto di Emanuele Vernillo e lo finanziammo con una grande e bella campagna su Produzioni dal Basso. Francesco, negli anni seguenti, è tornato da noi con tutti i suoi film che siamo sempre lieti di coprodurre e poi ospitare. Si è ambientato e “fatto adottare” da Scampia tant’è che è stato in grado di raccontare al meglio le storie che si intersecano dietro il corteo di carnevale di Scampia, in “Scampia Felix”.
Andrea Paco Mariani per me era lo “sconosciuto” autore del film sulla ParTot Parata di Bologna: una manifestazione molto simile al carnevale sociale, ma che si tiene a giugno e che avevamo “incontrato” tramite alcuni gruppi venuti al carnevale di Scampia grazie alla loro collaborazione con il Centro Territoriale Mammut, i “progetti corridoio” che portavano i giovani adolescenti che frequentavano il centro di Scampia a confrontarsi con altre realtà per allargare i propri orizzonti, la propria visuale. Coproducemmo il film sulla ParTot Parata senza indugi: li conoscevamo e apprezzavamo e anche noi, un giorno, ci saremmo voluti raccontare in un film, per fare proseliti, diffondere le “buone pratiche” come la rubrica curata da Aldo Bifulco, del Circolo “La Gru” di Scampia, sul periodico “Fuga di Notizie” dei gesuiti di Scampia. Aldo è colonna portante delle aiuole e dei giardini di Scampia, avendo dato il là alla nascita di molti di essi, e è coproduttore instancabile, come me, di tutti i progetti.
Smk Videofactory era la casa di produzione audiovisiva di cui Paco faceva e fa parte. Quando nacque Distribuzioni dal Basso sembrò quasi una cosa naturale: una costola distaccatasi da Pdb per garantire, dopo l’autoproduzione, anche un circuito di distribuzione a queste “opere” senza padrone e senza grosse produzioni alle spalle.
Era lo stesso processo che stava avviando la Malastrada.film con il Circuito Nomadica con cui distribuimmo “Sulle tracce di Felice Pignataro” e ritrovare queste persone, ora, al Cinema Astra a Napoli, alla prima di “The Harvest” è stata una cosa molto bella e importante.
Distribuzioni dal basso si è poi ulteriormente “evoluta” in OpenDDB, la prima rete distributiva di produzioni indipendenti in Europa. Una piattaforrma on demand che cerca soprattutto di sostenere e alimentare reti sociali. Il Circuito Nomadica esiste ancora e ora Alessandro Gagliardo ci parla di un nuovo progetto che sta avviando per un archivio digitale, il Cubotto.org.

Strade che si incrociano, relazioni durature che si intessono che ho voluto citare a voi “ragazzi speciali”.
Siete ragazzi speciali perché intitolate le vostre scuole a persone belle come Attilio Romanò, vittima innocente di camorra. Siete ragazzi speciali perché avete scelto quale strada prendere, avete scelto il cammino più faticoso perché si tratta di alzarsi presto la mattina e seminare, seminare, accudire, innaffiare, curare, accusare e attutire i colpi, anche grossi, ricevuti e trovare la forza di non cedere al “denaro facile”, alle raccomandazioni, alle prevaricazioni.
Ci tenevo, quindi, a darvi una speranza: non siete soli, avete i mezzi per raccontarvi e per realizzare i vostri sogni, allargando la rete, contagiando, positivamente, si può fare di tutto: da “Scampia Felix” a “The Harvest”.
Cimentatevi con questi mezzi e aiutateci/aiutatevi a diffondere questo messaggio. #CoproduciamociilFuturo. Tutti insieme.
Questa volta il “contenuto” ve lo abbiamo fornito noi, in questo “messaggio”, chiedendovi di personalizzarlo, con un video, un’immagine che vi rappresenti, e di condividerlo immettendo voi, da protagonisti, argomenti nella rete.
La prossima volta, ci auguriamo che vogliate raccontare voi qualcosa di bello al mondo, non virtuale, ma usando i mezzi tecnologici che avete, che abbiamo, per raggiungere il mondo reale.
Martina.

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