Arrestato Sami Huraini di Youth of Sumud

L’attivista ventitreenne del vilaggio di At-Tuwani in Palestina arrestato senza prove per una manifestazione nonviolenta dalle forze di occupazione israeliane è ora in attesa di giudizio.

È con grande sgomento che apprendiamo la notizia dell’arresto di Sami Huraini, una delle figure di spicco del collettivo “Youth of Sumud” del villaggio di At-Tuwani in Palestina, un gruppo di attivisti attivo in tutta l’area delle colline a sud di Hebron in Cisgiordania. Youth of Sumud si è formato alcuni anni fa ed è composto da decine di ragazze e ragazzi che si battono quotidianamente contro l’occupazione militare israeliana attraverso la lotta nonviolenta. Da tre anni Youth of Sumud ha rioccupato le antiche grotte di Sarura, ubicata nella valle tra la colonia di Ma’on ed Avi Gail, con lo scopo di riportare la vita nel villaggio e allo stesso tempo di bloccare l’espansione delle colonie stesse. Questa azione di disturbo è stata spesso pagata a caro prezzo dai ragazzi e dalle ragazze di YOS, che quasi quotidianamente si trovano a fronteggiare soldati e coloni che non tollerano la loro presenza.

Il “Sumud Freedom Camp”, una delle antiche grotte di Sarura ristrutturate da Youth of Sumud

Sami e Youth of Sumud sono i protagonisti del film (di imminente uscita) “Sarura – the future is an unknown place” realizzato da SMK Factory, film documentario che arriva a distanza di 10 anni dal primo lavoro “Tomorrow’s Land – how we decided to tear down the invisibile wall” (disponibile in free streaming sul nostro portale) girato nelle stesse zone. Nel film del 2011 si racconta l’incredibile storia della resistenza nonviolenta del villaggio di At-Tuwani e del Comitato di Lotta Popolare delle Colline a Sud di Hebron. Uno dei protagonisti del film è Hafez Huraini, padre di Sami e leader del comitato, che da più di vent’anni lotta per la difesa del villaggio di At-Tuwani, minacciato di sgombero alla fine degli anni ’90 a seguito dell’insediamento delle colonie di Ma’On e dell’avamposto illegale di H’vat Ma’On sorti a poche centinai di metri dal villaggio. Nel film in uscita, si racconta l’evoluzione della storia di lotta del villaggio, portata avanti dalla nuova generazione degli attivisti di Youth of Sumud, figli e figlie di quella resistenza nella quale sono cresciuti.

Uno dei teaser del documentario “Sarura – the future is an unknown place” in cui Sami descrive la situazione nell’area del villaggio.

La resistenza e la lotta popolare sono riuscite a resistere efficacemente ai numerosi tentativi di sgombero del villaggio che si sono susseguite negli anni, ma la tensione e il livello di allerta rimane sempre alta per via dei ripetuti attacchi dei coloni, per l’iniqua amministrazione della giustizia da parte del governo occupante di Israele (At-Tuwani si trova nella “Area C” della Cisgiordania, quindi sotto controllo amministrativo e militare israeliano). 

Nella notte tra venerdi e sabato Sami è stato arrestato in seguito alla manifestazione svoltasi nel vicino villaggio di Al-Rakeez per denunciare il ferimento di un palestinese, Harun Abu Aram, colpito al collo con un colpo di arma da fuoco da una soldatessa israeliana, e che sta ora lottando tra la vita e la morte. Non sono ancora note i capi di imputazione con cui Sami è stato arrestato, ben nota invece è la strategia di intimidazione messa in campo da decenni da parte di Israele per intimidire e sfiancare la resistenza popolare: l’arresto è avvenuto in piena notte, mentre gli abitanti di At-Tuwani stavano dormendo, con un cospicuo dispiegamento di forze volto a terrorizzare la popolazione e gli attivisti impegnati sul campo. 

Una mappa di alcuni anni fa segnala gli attacchi registrati da parte dei coloni al villaggio.

Sami era già stato investito da un quad guidato dai coloni tre anni fa, riportando danni alla gamba destra. Gran parte dei militanti di YOS ha subito le sgradite attezioni dell’esercito israeliano con ripetuti tentativi di arresto: quasi mai le accuse si rivelano fondate, ma il rilascio su cauzione è per le forze di occupazione un ottimo strumento per sfiancare la lotta piegando economicamente la resistenza degli attivisti: At-Tuwani si trova in un’area particolarmente povera della Palestina occupata, e l’economia di sussistenza dei suoi abitanti fatica a sostenere le numerose spese legali che si susseguono negli anni.

“La violenza che subiamo è funzionale al piano di espansione delle colonie: ci attaccano per spingerci a reagire con violenza, per avere il pretesto di mandarci via, occupando le nostre terre ed espandendo le colonie, separando tutta la zona a sud di Hebron dal resto della Palestina storica”

Sami Huraini, in un’intervista tratta da “Sarura – the future is an unknown place”

La solidarietà internazionale rimane pertanto uno strumento fondamentale per sostenere la lotta nonviolenta dei pastori e degli agricoltori di At-Tuwani: senza la presenza di occhi stranieri come le italiane Operazione Colomba e Assopace Palestina, o di pacifisti israeliani come Taayush, sarebbe molto difficile per la sola voce dei palestinesi arrivare fino a noi e avere la forza necessaria per essere ascoltata, nonostante il lavoro eccellente svolto quotidianamente da attivisti come Youth of Sumud non solo sul piano della lotta concreta, ma anche sul piano comunicativo svolto sulla loro pagina. 

Questo è uno dei motivi che ci ha spinto a raccotare la storia di Sami e la lotta di Youth of Sumud. In queste ore è partita una campagna per chiedere l’immediata scarcerazione di Sami Huraini, a cui ci uniamo fortemente come Redazione di OpenDDB.

Puoi sostenere la raccolta fondi per la realizzazione del film, diventare coproduttore popolare e aiutare a diffondere la storia di Youth of Sumud e di Sarura.

FREE SAMI! – #FreeSami